CASSETTO FISCALE EASYNURSE

QUALE REGIME SCEGLIERE? IPASVI? ASSICURAZIONE?

REGIME FORFETTARIO 2017

Il regime forfetario è applicato “naturalmente” dai soggetti che possiedono i requisiti richiesti dalla L. 190/2014, tenendo un comportamento concludente in linea con le disposizioni del regime. La circ. Agenzia delle Entrate 19 febbraio 2015 n. 6 (§ 9.1) ha precisato che, ai fini dell’accesso al regime, nessun rilievo assume l’esercizio in anni precedenti di un’attività d’impresa, arte o professione. Così, previa verifica del possesso dei requisiti necessari e dell’assenza di condizioni ostative, l’accesso al regime risulta possibile:

– sia per i soggetti che iniziano l’attività;

– sia per i soggetti già in attività.

La circostanza di aver svolto in precedenza qualche attività d’impresa o di lavoro autonomo (così come lo svolgimento di altra attività sotto forma di lavoro dipendente) rileva ai fini impositivi per fruire dell’agevolazione consistente nella riduzione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva, dal 15% al 5%, per i primi cinque anni di attività.

Le persone fisiche che intraprendono una nuova attività, presumendo il possesso dei requisiti di legge, comunicano la scelta di avvalersi del regime forfetario nella dichiarazione di inizio attività di cui all’art. 35 del DPR 633/72 (modello AA9/12), da presentare entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività. In particolare, occorre indicare nella sezione relativa ai “Regimi fiscali agevolati” del quadro B il codice 2, per il regime forfetario.

• VANTAGGI E SEMPLIFICAZIONI

I contribuenti che adottano il nuovo regime hanno numerosi vantaggi amministrativi:

  • Non sono soggetti a studi di settore e parametri
  • Non applicano l’Iva sulle vendite, non detraggono l’Iva sugli acquisti e non versano l’Iva (con alcune eccezioni come ad esempio nei casi di reverse charge)
  • Non sono obbligati a tenere i registri Iva obbligatori (acquisti, vendite, etc.), tuttavia sono tenuti a numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali, a certificazione i corrispettivi e a conservazione dei relativi documenti)
  • Non sono soggetti alle ritenute d’acconto
  • Non sono tenuti ad operare le ritenute d’acconto 
  • Non sono tenuti alla presentazione del Modello 770 semplificato lavoro autonomo
  • Non sono tenuti alla presentazione della Dichiarazione IVA annuale
  • Non so tenuti alla presentazione del c.d. “Spesometro”

ESCLUSIONI

Il regime non può essere adottato in alcuni casi:

  1. A) STIPENDIO > 30.000 EURO
    Sono esclusi coloro nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente / assimilato ex artt. 49 e 50, TUIR (compreso il reddito da pensione) eccedenti € 30.000 (per accedere nel 2017 occorre verificare che nel 2016 non si sia percepito reddito dal lavoro dipendente/pensione) oltre 30.000,00.
  2. B) SOCI DI SOCIETÀ
    Sono esclusi coloro che contemporaneamente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone (Snc, Sas) / associazioni professionali / srl trasparenti.
  3. C) REGIMI SPECIALI IVA
    Sono esclusi coloro che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari ai fini della determinazione del reddito (es. venditori porta a porta).
  4. D) NON RESIDENTI
    Non possono adottare il regime i non residenti. Il regime è comunque applicabile dai soggetti residenti in uno Stato UE / SEE qualora producano in Italia almeno il 75% del reddito;

E) VENDITORI DI IMMOBILI
Sono esclusi coloro che in via esclusiva o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati / porzioni di fabbricato, di terreni edificabili ovvero di mezzi di trasporto nuovi nei confronti di soggetti UE;

REQUISITI

L’accesso al regime è consentito a imprese e professionisti che congiuntamente abbiano rispettato i requisiti sotto elencati nell’anno precedente. (Per il 2017 quindi si verifica quanto accaduto nel 2016).

  1. A) LIMITE DEL LAVORO DIPENDENTE:
    Spese per lavoro dipendente, nell’anno precedente, inferiori a 5.000 Euro;
  2. B) LIMITE DEI BENI STRUMENTALI
    Costo complessivo dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio precedente non superiore a 20.000 Euro (per il 2017 occorre verificare il valore al 31/12/2016 al lordo degli ammortamenti. I beni utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, arte o professione, e per l’uso personale o familiare del contribuente concorrono al calcolo del limite di 20.000 € nella misura del 50%, indipendentemente dal loro effettivo utilizzo per l’attività esercitata. Ai fini di tale limite non vanno considerati:
    • i beni immobili comunque acquisiti ed utilizzati;
    • i beni di costo unitario non superiore a € 516,46.
  1. C) LIMITE DEI RICAVI
    I compensi dell’anno precedente devono essere pari o inferiori alla soglia massima di Euro 30.000 con riferimento all’ attività svolta di infermiere professionale (codice ATECO 86.90.29) come da tabella.
SETTORI DI ATTIVITA’ REDDITO LIMITE % DI REDDITIVITA’
INFERMIERI PROFESSIONALI (codice ATECO 86.90.29) € 30.000 78%

DETERMINAZIONE DEL REDDITO

Il reddito è determinato come percentuale dei ricavi, in base ad un “un coefficiente di redditività” che nel caso di attività infermieristica (codice ATECO 86.90.29) è pari al 78%.

LE IMPOSTE

Sul reddito è applicata un’unica imposta (che sostituisce Irap, Irpef e addizionali), nella misura:

15% ALIQUOTA ORDINARIA 

5% PER LE NUOVA ATTIVITÀ per primi 5 anni*

* Tale agevolazione si applica a condizione che il contribuente non abbia avuto la partita Iva o una società negli ultimi 3 anni e che l’attività non sia la continuazione di un’attività precedente, svolta anche come lavoratore subordinato.

ISCRIZIONE IPASVI

L’esercizio della libera professione comporta l’acquisizione di quattro passaggi fondamentali:

  • Iscrizione all’Albo
  • Possesso di partita IVA
  • Comunicazione al collegio IPASVI
  • Iscrizione all’Ente di Previdenza (ENPAPI)
  • Polizza assicurativa RC professionale

L’iscrizione al Collegio IPASVI è obbligatoria per legge e dovrà essere effettuata presso il Collegio IPASVI di appartenenza o di domicilio lavorativo. La comunicazione al Collegio IPASVI va effettuata attraverso una comunicazione scritta dove vengono indicati tutti i dati del libero professionista (dati anagrafici, zona di esercizio, forme pubblicitarie scelte) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa.

CONTRIBUTI ENPAPI

CONTRIBUTO SOGGETTIVO

L’infermiere che eserciti l’attività professionale ha l’obbligo d’iscrizione all’ente previdenziale ENPAPI.

La domanda d’iscrizione deve essere inviata all’Ente entro 60 giorni dalla data di inizio dell’attività libero professionale La data di decorrenza dell’iscrizione è coincidente con quella di inizio attività).

Riferimenti Normativi artt. 4, 6, 7 e 8 del Regolamento di Previdenza
Riferimenti Ente ENPAPI
TIPOLOGIA DI CONTRIBUTO CONTRIBUTO MINIMO 2017 CONTRIBUTO IN PERCENTUALE
CONTRIBUTO SOGGETTIVO € 1.600,00 15% sul reddito professionale prodotto nell’anno 2016

Per il 2017, il contributo soggettivo obbligatorio dovuto annualmente da ogni iscritto sarà pari al 15% del reddito netto professionale (al netto delle spese ma al lordo della ritenuta d’acconto) da lavoro autonomo conseguito nell’anno 2016 e risultante dalla relativa dichiarazione dei redditi. Per i redditi conseguiti nell’anno 2017 l’aliquota applicata sarà invece pari al 16%.

Sarà in ogni caso dovuto un contributo soggettivo minimo pari, per l’anno in corso, ad euro 1.600,00 annui.

 Il contributo soggettivo minimo è frazionabile in tanti dodicesimi del suo importo quanti sono i mesi di effettiva iscrizione all’Ente; rimane invariato l’obbligo di versare il contributo in percentuale sul reddito prodotto.

L’importo del contributo soggettivo versato è deducibile ai fini IRPEF.

RIDUZIONE DEL CONTRIBUTO SOGGETTIVO

RIFERIMENTI NORMATIVI art. 1, comma 8 e art. 3, commi 4, 5, 6 e 7 del Regolamento di Previdenza
RIFERIMENTI ENTE Servizio Entrate Contributive ENPAPI

Possono ottenere la riduzione del 50% del contributo soggettivo minimo:

  1. gli iscritti che svolgono, oltre alla libera professione, anche attività di lavoro dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale (part-time) con orario di lavoro inferiore o pari alla metà del tempo pieno (riduzione per contestuale lavoro dipendente);
  2. gli iscritti che siano rimasti inattivi per almeno sei mesi continuativi nel corso dell’anno solare (riduzione per inattività professionale);
  3. gli iscritti che non abbiano compiuto il trentesimo anno di età all’atto della prima iscrizione all’Ente (riduzione per età);
  4. gli iscritti, titolari di partita IVA, per i primi 4 anni di iscrizione all’Ente.

Le riduzioni non sono tra di loro cumulabili.

Le riduzioni si applicano solo al contributo soggettivo minimo. È comunque dovuto il contributo soggettivo calcolato in percentuale sul reddito professionale prodotto.

CONTRIBUTO INTEGRATIVO

Riferimenti normativi arrt. 5, 6, 7 e 8 del Regolamento di Previdenza
Riferimenti Ente: Area Previdenza ENPAPI
TIPOLOGIA DI CONTRIBUTO CONTRIBUTO MINIMO CONTRIBUTO IN PERCENTUALE
CONTRIBUTO INTEGRATIVO € 150,00 4% sul volume d’affari 

Il contributo integrativo dovuto annualmente da ogni iscritto è rappresentato da una maggiorazione percentuale che, a partire dal 2012, è pari al 4% da applicare su tutti i corrispettivi lordi che concorrono a formare il reddito imponibile dell’attività infermieristica libero-professionale, anche se questi sono esenti da Iva.  Il versamento ad ENPAPI del relativo importo è dovuto indipendentemente dall’effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore; lo stesso è ripetibile nei confronti di quest’ultimo.

È in ogni caso dovuto un contributo integrativo minimo attualmente pari a euro 150,00 annui. Questo importo potrà essere rivalutato annualmente dal Consiglio di Amministrazione in base alla variazione annua corrispondente all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’ISTAT.

Il contributo integrativo minimo è frazionabile in tanti dodicesimi del suo importo quanti sono i mesi di effettiva iscrizione all’Ente; rimane invariato l’obbligo di versare il contributo in percentuale (4%) sul volume d’affari prodotto.

ADEMPIMENTI ASSICURATIVI

Esiste l’obbligo per i liberi professionisti di stipulare una polizza assicurativa per i rischi derivanti dalla propria attività (cd Responsabilità Civile Professionale). In seguito alle diverse normative emanate negli ultimi anni, la Federazione Nazionale IPASVI, ha provveduto ad analizzarle chiarendo la necessità dell’assicurazione obbligatoria per i liberi professionisti (si vedano Circolari 23/2011 e 19/2013).