Somministrazione farmaci prescritti per via enterale

Somministrazione farmaci prescritti per via enterale (es. clismi medicamentosi)

Le terapie farmacologiche possono essere somministrate seguendo vie diverse; le caratteristiche del medicinale, le condizioni in cui versa il paziente e la tipologia di intervento terapeutico condizionano la scelta finale del medico. La via enterale suddivisa in orale, sublinguale e rettale è una delle opzioni più praticate. Vediamo, dunque, brevemente come si somministrano i farmaci caso per caso soffermandoci in modo particolare sul clisma medicamentoso.


La via orale e sublinguale per la somministrazione dei farmaci prescritti

La via orale e sublinguale sono, senza alcuna ombra di dubbio, le strade più semplici da percorrere per la somministrazione delle terapie farmacologiche.

L’assunzione del medicinale per via orale è rapida e indolore: il paziente ingerisce il farmaco (con un bicchiere d’acqua) che raggiunge così lo stomaco. La compressa arriva nell’intestino, attraversa le sue pareti, raggiunge il fegato e viene immessa nel circolo sanguigno. Segue la sua distribuzione sistemica negli organi bersaglio.

L’assunzione di un farmaco per via sublinguale richiede, invece, la collocazione del medicinale sotto la lingua con conseguente e immediato passaggio nel circolo sanguigno (non vi è alcun coinvolgimento del tratto gastro-intestinale).

La via rettale per la somministrazione dei farmaci prescritti

Questa via di somministrazione dei farmaci viene scelta quando sussistono particolari condizioni quali necessità di bypassare l’organo epatico, presenza di emesi, stato di incoscienza del paziente e alterazioni a carico del tubo gastroenterico.

La via rettale viene generalmente utilizzata per trattamenti a base di supposte e clisteri. Le prime, che contengono glicerina, si sciolgono grazie al calore corporeo favorendo così l’assorbimento del principio attivo contenuto nella medicina; i clisteri vengono, invece, impiegati al fine di favorire l’evacuazione.

La via rettale può essere, inoltre, utilizzata per la somministrazione di particolari farmaci in caso di emergenza. Il bambino colpito da convulsioni febbrili può essere, per esempio, trattato con diazepam: la sostanza viene iniettata nel corpo attraverso lo sfintere anale usando una siringa sprovvista di ago.

Come si somministra un clisma medicamentoso?

Il clistere evacuativo viene prescritto in caso di stipsi o emissione di feci troppo dure; lo stesso è, però, controindicato in presenza di cardiopatie e pregressi interventi chirurgici e/o patologie a carico di ano, colon e retto. Vediamo, dunque, brevemente come procedere.

  1. Lavarsi accuratamente le mani e indossare guanti sterili.
  2. Far assumere al paziente la posizione di Sims (semi prona).
  3. Individuare l’orefizio anale e verificare l’assenza di possibili lesioni esterne.
  4. Scegliere la sonda e lubrificarne l’estremità da introdurre nel corpo per circa 10 cm.
  5. Introdurre la sonda nell’ano e guidarla verso l’ombelico seguendo un movimento rotatorio (non esercitare alcuna pressione eccessiva).
  6. Raccordare la sonda al clistere.
  7. Mantenere la sonda in sede durante il clistere e interrompere il trattamento in caso di dolore, crampi e malessere.
  8. Sfilare la sonda con delicatezza e smaltirla in modo adeguato.
  9. Verificare l’avvenuta evacuazione e la consistenza delle feci.
  10. Non lasciare il paziente da solo perché possono verificarsi le cosiddette crisi lipotimiche.
  11. Eseguire l’eventuale igiene perianale.

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