Somministrazione farmaci per via orale

Somministrazione farmaci per via orale

Con il termine somministrazione orale, intendiamo una delle tante modalità con cui vengono assunti farmaci e che prevede che la sostanza sia mandata giù dalla bocca. Spesso nel linguaggio medico sentiremo parlare di OS e sulle prescrizioni è facile trovare scritto PO.

Il termine deriva infatti dal latino per oris e che significa appunto, attraverso la bocca; OS invece sta per oral somministration (dal termine anglosassone).

Cosa intendiamo per somministrazione orale

Con il termine somministrazione orale quindi, intendiamo una qualsiasi modalità di assunzione del farmaco che preveda la bocca come canale di ingresso. Esistono quindi farmaci che vengono ingoiati (come nel caso delle gocce o delle sospensioni), altri che vengono mandati giù sani (un esempio potrebbero essere le compresse) e altri ancora che invece richiedono di essere masticati prima di procedere nel cavo orale.

Importante è anche sottolineare che il tipo di assunzione sublinguale non rientra nella somministrazione orale.

I passaggi che compie il farmaco sono quindi:

  • bocca
  • stomaco
  • intestino
  • fegato
  • circolo sanguigno
  • distribuzione sistemica

Vantaggi e svantaggi della somministrazione orale

Come tutto ciò che rientra nell’ambito medico-sanitario, anche la somministrazione di farmaci per via orale ha dei vantaggi ma ha anche delle controindicazioni.

Sicuramente si tratta di una somministrazione sicura per il paziente dal momento che ci si accorge subito di eventuali problemi (danno tossico) e si può prontamente intervenire o inducendo il vomito o praticando la lavanda gastrica e in questo modo si evita che il farmaco possa continuare ad esercitare la sua azione dannosa a tutto il resto del organismo.

Un altro vantaggio risiede poi nel fatto che si tratta di una pratica estremamente semplice e che non richiede la presenza di un professionista specializzato nell’ambito medico-sanitario e perciò, data la facilità con cui avviene la somministrazione, è gradita anche dal paziente.

Passando ora agli svantaggi, ricordiamo che l’assorbimento da parte dell’intestino, è limitato ad un numero ristretto di farmaci e soprattutto non è consentito a quei farmaci le cui caratteristiche fisico-chimiche non lo permettono (solubilità in acqua).

Altro svantaggio è che richiede necessariamente la collaborazione da parte del paziente e questo risulta essere sicuramente un limite qualora si decida di utilizzare questo tipo di somministrazione in condizioni gravi e di emergenza.

Non sono rari inoltre, i casi in cui il paziente lamenti una irritazione della mucosa dell’intestino a causa del farmaco assunto.

Per concludere, questi farmaci vengono facilmente distrutti da enzimi digestivi e da un pH particolarmente acido e sono inefficaci in presenza di patologie a carico del tratto gastro-intestinale.

Cosa è la biodisponibilità di un farmaco?

Il farmaco, dopo aver subito una serie di degradazioni, giunge nello stomaco dove sarà assorbito dalla mucosa. Successivamente sarà trasportato al fegato dove saranno messi in atto una serie di processi di metabolizzazione al termine dei quali avremo la distribuzione del farmaco (distribuzione sistemica).

L’insieme di tutti questi fenomeni rientra in quella che viene definita come biodisponiblità del farmaco ossia per definizione questa è la quantità di farmaco che non è stato degradato e che viene distribuito a tutti gli organi attraverso la circolazione.

Visto è considerato ciò, è facile dedurre come la somministrazione endovenosa abbia una biodisponibilità maggiore perchè il farmaco è iniettato direttamente nel circolo sanguigno.

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