Somministrazione dei medicinali prescritti per via intramuscolare o sottocutanea

Somministrazione dei medicinali prescritti per via intramuscolare o sottocutanea

Le terapie farmacologiche possono essere somministrate seguendo vie diverse, ma la scelta deve essere ponderata attentamente in funzione delle condizioni del paziente e del trattamento a cui lo stesso viene sottoposto; tra le vie più comuni vi sono quella intramuscolare e sottocutanea.

Somministrazione dei medicinali per via intramuscolare

L’iniezione dei farmaci per via intramuscolare deve essere effettuata con le dovute precauzioni per garantire la corretta somministrazione del medicinale ed evitare possibili complicanze. Le sedi prescelte sono le seguenti:

  • deltoide (numero limitato di iniezioni a causa della sua conformazione);
  • ventrogluteale (scelta generalmente perfetta a ogni età);
  • dorsogluteale (area a più alto rischio di complicanze perché altamente irrorata da vasi sanguigni);
  • vasto laterale (zona non soggetta a particolari rischi);
  • rettofemorale (l’iniezione può essere fonte di dolore).

Scegliere, dunque, la sede di somministrazione più opportuna valutando tipologia e volume di farmaco, età del paziente, corporatura e condizioni generali di salute.

La procedura di somministrazione del farmaco consta delle seguenti fasi.

  1. Detergere l’area da trattare con cotone e disinfettante a base di alcol o clorexidina.
  2. Stendere la cute con la mano non dominante, inserire l’ago inclinato a 90°, rilasciare la pelle e iniettare il farmaco (tecnica del tratto Z da usare in corrispondenza di ogni gruppo muscolare citato).

Somministrazione dei medicinali per via sottocutanea

La somministrazione dei farmaci per via sottocutanea è sempre più frequente tra soggetti diabetici e persone che seguono, a seguito di un intervento chirurgico, terapie a base di eparina.
L’iniezione può essere praticata in sede:

  • deltoidea;
  • addominale;
  • femorale;
  • scapolare.

La scelta del punto di somministrazione deve essere ponderata attentamente perché può ripercuotersi sull’assorbimento del farmaco iniettato. In caso di somministrazioni prolungate nel tempo, si consiglia di alternare le sedi al fine di non provocare danni alla cute.

La puntura, che prevede la somministrazione di modeste quantità di farmaco, viene generalmente effettuata con una siringa da 2 ml già pronta per l’uso; gli aghi vantano dimensioni irrisorie (rischio ridotto di perforare inavvertitamente il tessuto intramuscolare con la punta dell’ago) e vengono inseriti nel tessuto con un’angolazione pari a circa 90° rispetto all’epidermide.

La procedura per praticare un’iniezione sottocutanea consta delle seguenti fasi.

  1. Scegliere la sede di somministrazione in rapporto al farmaco da iniettare.
  2. Verificare lo stato in cui verte la zona prescelta (non devono esservi tumefazioni, cisti, dermatiti e processi infiammatori).
  3. Igienizzare l’area con un batuffolo di cotone imbevuto di disinfettante a base di alcol o clorexidina in alcol (seguire un percorso a spirale dal centro verso l’esterno).
  4. Far asciugare completamente la zona da trattare al fine di evitare bruciori.
  5. Estrarre il cappuccio dall’ago della siringa.
  6. Pizzicare e sollevare una plica cutanea usando la mano non dominante.
  7. Sollevare la cute tirandola verso l’esterno.
  8. Inserire rapidamente l’ago con la mano dominante e tirare indietro lo stantuffo.
  9. Somministrare lentamente il farmaco verificando che non vi sia fuoriuscita di sangue.
  10. Rimuovere l’ago e disinfettare l’epidermide.
  11. Non massaggiare l’area perché i farmaci iniettati per via sottocutanea si contraddistinguono per un assorbimento lento.

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